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Vigilanza privata: nessun accordo su aumento salariale

I sindacati hanno bocciato la proposta economica delle associazioni datoriali per l’aumento salariale dei lavoratori della vigilanza privata

Dopo l’ultimo incontro del 12-13 gennaio, sindacati e associazioni datoriali si sono ritrovati al tavolo delle trattative per il rinnovo del CCNL della vigilanza privata. L’incontro è avvenuto il 14-15 febbraio e al centro del dibattito c’era l’aumento salariale per i lavoratori del comparto. Durante il precedente incontro, le parti datoriali avevano dichiarato di formulare una proposta economica, anche a seguito della risolutezza manifestata in questo senso dai sindacati. L’aumento di stipendio è un aspetto cruciale nel percorso di negoziazione per il rinnovo del CCNL, ma soprattutto per ridare valore e dignità ad una categoria di lavoratori con gli stipendi tra i più bassi d’Italia.

Tuttavia, l’accordo ancora non c’è stato. Le organizzazioni sindacali hanno giudicato “insoddisfacente la proposta economica delle parti datoriali. Essa prevede l’erogazione di un aumento distribuito nell’arco di un periodo di vigenza quadriennale, in quattro rate tra marzo 2022 e dicembre 2025; la proposta economica comunque non potrebbe superare quanto derivato dal parametro dall’IPCA. Inoltre, le parti datoriali non hanno dato nessuna disponibilità al riconoscimento del periodo pregresso, intercorso dalla scadenza del precedente CCNL ad oggi. Sotto il profilo dell’impianto, invece, la proposta non tiene conto dell’esigenza di recuperare il differenziale relativo al salario dei livelli di inquadramento dei servizi di sicurezza, che rischierebbe così di continuare a presentare i noti e conclamati problemi di insufficienza”. 

Le organizzazioni sindacali hanno ribadito “che l’aumento salariale deve tener conto del lungo periodo trascorso e deve attestarsi ai valori retributivi medi ottenuti nei rinnovi contrattuali. La collocazione delle tranche è un punto importante per raggiungere nel periodo di vigenza contrattuale una massa salariale soddisfacente. È necessario inoltre attestarsi, a regime, ai livelli retributivi dei Servizi di sicurezza e ad importi coerenti con la specificità di questa attività”. 

Nulla di fatto quindi. La distanza tra le due parti sembra ormai insuperabile. A tal proposito, i sindacati hanno fatto sapere che richiederanno una verifica interna circa la fattibilità del negoziato. Il prossimo incontro avrà luogo l’1 e il 2 marzo e verranno affrontate le questioni sul mercato e orario di lavoro, contrattazione integrativa e cambio d’appalto.

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