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ASSIV: vigilanza privata per contrastare le baby gang

Per contrastare il fenomeno delle baby gang, ASSIV pone l’attenzione sul ruolo della vigilanza privata a sostegno delle Forze dell’Ordine

Negli ultimi anni, nonostante la pandemia, il tema della sicurezza urbana ha occupato particolare rilievo nelle cronache nazionali e locali. A destare preoccupazione, è il fenomeno delle baby gang, in considerevole aumento, soprattutto nelle periferie delle grandi città. Il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, è intervenuta sul tema nei giorni scorsi, durante una question time sulla sicurezza urbana alla Camera dei Deputati.

Nel corso del 2021, le Forze dell’Ordine hanno arrestato 228 giovani, di età compresa tra i 14 e i 24 anni, per reato di rapina sulla via pubblica. 122 giovani sono stati colti in flagranza di reato, 106 a seguito di attività investigative, 147 sono stati deferiti all’autorità pubblica. Alla lista si aggiungono 23 ammonimenti per atti persecutori, 30 per violenza domestica e 2 per cyber bullismo. Per i reati in questione, Lamorgese ha fatto riferimento all’area metropolitana di Milano. Tuttavia, anche la città di Napoli è particolarmente interessata da episodi di delinquenza minorile e degrado.

In relazione all’intervento della ministra, ha fatto eco il commento di Maria Cristina Urbano, Presidente di ASSIV (Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari). Urbano ha ricordato il ruolo strategico della vigilanza privata nel supportare l’autorità pubblica in attività di contrasto della criminalità urbana. Nello specifico, ha invitato le Istituzioni a utilizzare il pacchetto di misure, varate nel 2017 dall’allora Ministro Minniti, che prevede l’impiego delle guardie giurate in ambito di Sicurezza Urbana Integrata, oltre al protocollo “Mille Occhi Sulla Città”, rinnovato a inizio anno.

“Grazie a tale pacchetto” ha sottolineato Urbano “è possibile far interagire i diversi soggetti che partecipano alla vita di un Comune, sotto un profilo di sicurezza molto estesa, che comprende aspetti della vita comunitaria quali la vivibilità, il decoro della città, la legalità, la tutela del patrimonio da tutto ciò che può comportare danni o degrado. Vi è bisogno, a questo punto di un serio sforzo di coordinamento da parte delle istituzioni pubbliche coinvolte, per mettere a sistema i contributi dei vari soggetti partecipanti ai progetti, al fine di massimizzare i risultati dell’attività di ciascuno per la finalità comune dell’innalzamento dei livelli di sicurezza”.

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