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Vigilanza privata, il ritorno alla normalità premia l’abusivismo

Nessun ritorno alla normalità per il comparto della vigilanza privata: pseudo volontari favoriti rispetto a personale qualificato e competente

Ormai mancano pochi mesi alla fine del 2021 e come auspicato molte attività stanno ritornando alla normalità. Eventi sportivi, spettacoli, concerti hanno riaperto battenti. Un segnale positivo per le persone, che dopo un anno e mezzo di restrizioni possono tornare a divertirsi come un tempo. Tuttavia, non può dirsi altrettanto soddisfatto il settore della vigilanza privata, che si è visto per l’ennesima volta usurpato del proprio ruolo. Nel corso di questi mesi, infatti, le società del comparto sono state abbandonate, a suon di circolari, dal Ministero dell’Interno.

Le Istituzioni hanno aperto il mercato della sicurezza ad associazioni di volontari e al lavoro nero, invece di affidare questi servizi a chi si occupa di sicurezza tutti i giorni. Senza contare che agendo in questo modo sono passate sopra a quanto stabilito dall’ex art. 134 TULPS che definisce i limiti per il possesso della licenza e il regolare svolgimento di suddetta professione. In questo senso, anche la Protezione Civile ha preso le distanze dalle direttive ministeriali, stabilendo che o si fa protezione civile o si fa altro.

“Queste associazioni” ha commentato AISS – Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria “si sostituiscono in toto alle agenzie autorizzate, sfruttando il rimborso spese come leva economica per fornire personale addetto ai servizi di controllo a sagre, fiere, concerti e manifestazioni. Risultato? Commesse perse per chi ha la licenza e difficoltà a reperire personale dopo oltre un anno di inattività”.

Un colpo basso per le società della vigilanza privata, che oltre al danno economico, subiscono il danno peggiore, ossia la de-professionalizzazione, già in atto, del proprio settore. Purtroppo, il denaro rimane puntualmente il fattore discriminante nel momento di scegliere. È meglio rivolgersi a personale improvvisato ad un prezzo vantaggioso, piuttosto che affidarsi a personale qualificato e competente. “Speriamo” ha concluso AISS “che non si debba aspettare il fattaccio per emanare regole serie: nel frattempo si sta de-regolarizzando il settore a colpi di circolari”.

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