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Sicurezza privata per la gestione dei flussi migratori

Il resoconto del convegno di apertura di SICUREZZA 2017 tenuto da FederSicurezza, AISS e Federpol

Nella mattinata di apertura di SICUREZZA 2017, evento tra i più importanti in Italia e in Europa nell’ambito della security, tenutosi dal 15 al 17 novembre scorsi, si è tenuto il convegno intitolato “Dalla protezione del territorio al presidio dei confini: possibile ruolo della sicurezza privata nella gestione dei fenomeni migratori”, al quale hanno partecipato le tre principali associazioni di categoria italiane: FederSicurezza, AISS e Federpol. A presenziare l’incontro c’era anche il Ministro dell’Interno, l’On. Marco Minniti, in veste di rappresentante delle istituzioni. Al centro del dibattito il ruolo della sicurezza privata nello scenario italiano ed europeo con particolare attenzione alla gestione dei flussi migratori e alle esperienze potenzialmente mutuabili nel nostro Paese.

In merito alla gestione dell’emergenza migranti, CoESS (Confederazione dei servizi europei di sicurezza) ha fatto notare come l’Italia sia rimasta indietro rispetto agli altri paesi, sottolineando che la commistione tra pubblico e privato sia ormai imprescindibile per gestire questioni di tale delicatezza. In Germania, le guardie private impiegate nella gestione dei campi dei rifugiati sono 5.000. Nel Regno Unito la maggior parte dei centri di detenzione è gestita da multinazionali della sicurezza e diversi altri paesi Ue hanno optato per soluzioni ibride, con gestione in capo al Ministero dell’Interno e delega ai privati.

Alla luce di questo, CoESS unitamente con UNI Europa, rappresentante sindacale europeo dei dipendenti dei servizi di sicurezza privata, hanno ribadito come la qualità dei servizi e la tutela dei lavoratori debbano essere scrupolosamente salvaguardate, ancora di più in questo specifico ambito. Occorre dunque che le autorità competenti indichino dettagliatamente le condizioni per la fornitura dei servizi, all’insegna dei principi di qualità e trasparenza, evitando così il classico gioco al ribasso dei prezzi. Gli addetti alla sicurezza dovranno ricevere un’adeguata formazione e disporre delle competenze necessarie per fornire l’ampia gamma di servizi legati al fenomeno migratorio. Concorde sul punto della formazione anche Franco Cecconi, presidente di AISS, che ripete come il problema della gestione dei fenomeni migratori vada affrontato con tempestività: “E’ doveroso aumentare la percezione della sicurezza specialmente nelle città in cui i migranti vengono ospitati in maniera più stanziale: in proposito, ci sono Comuni italiani che stanno aprendo strade interessanti per l’impiego del personale di sicurezza disarmato a supporto delle attività delle Forze dell’Ordine, che sono sotto organico. Oggi l’addetto ai servizi di controllo sta diventando sempre più un professionista della sicurezza, e sono le stesse aziende a richiederlo”.
A difesa del ruolo e delle tutele della guardia privata si esprime anche il presidente di Federpol, Agatino Napoleone:E’ indispensabile valorizzare la figura dell’addetto alla sicurezza tout court e di chi investe per formare e aggiornare i propri lavoratori”. In questo senso il presidente di Federpol sottolinea la necessità di “una coraggiosa azione normativa”.

A conclusione dell’incontro è Luigi Gabriele, presidente di FederSicurezza, a tirare le fila del discorso e a richiamare alla compattezza “per evitare che la situazione ci sfugga di mano, mentre l’Europa va avanti a tutta velocità”. Gabriele ricorda che “la sicurezza è filiera e parte dall’impiantista per arrivare a chi realmente domani sorveglierà le carceri o il flusso dei migranti”. Proprio per questo sottolinea quanto sia fondamentale mettere da parte gli egoismi di settore e i casi singoli per fare fronte comune e cambiare il sistema della sicurezza privata italiana.

A cura della redazione
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