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Doddi: tutelare i dipendenti e creare nuove opportunità di lavoro

Abbiamo intervistato Enrico Doddi, Segretario nazionale UGL, per capire quali sono le aspettative sul rinnovo del CCNL della vigilanza privata e servizi fiduciari

Alla luce degli ultimi incontri sul rinnovo del CCNL per il settore della vigilanza privata e dei servizi fiduciari, abbiamo intervistato Enrico Doddi, Segretario nazionale di UGL Sicurezza Civile. Al centro dell’intervista, gli obiettivi e le tempistiche affinché i lavoratori del comparto possano avere un nuovo contratto nazionale, scaduto ormai da 5 anni.

Gentile Dott. Doddi,

Rispetto agli ultimi incontri (12/19 gennaio 2021), come valuta le proposte delle associazioni datoriali e quali sono le tempistiche per la formulazione di un nuovo contratto nazionale?

Il CCNL della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari, scaduto ormai dal 2015, prevedeva che la contrattazione per il rinnovo avrebbe avuto una durata di almeno tre anni. Questo ulteriore slittamento delle trattative è dovuto al fatto che ci siamo confrontati (Associazioni e Sindacati) con una situazione inedita, ovvero lo scoppio della pandemia. Visto il protrarsi della sua durata, non conosciamo ancora le tempistiche e le modalità per un ritorno alla normalità. La UGL Sicurezza Civile che lavora su un tavolo separato (non certo per nostro volere) ha proposto alle Associazioni Imprenditoriali di avere quantomeno un indennizzo economico, quale gesto di buona volontà nei confronti dei lavoratori. Ritengo che in un momento così difficile per il Paese, e considerate le ripercussioni sul mondo del lavoro, stipulare un nuovo CCNL a breve sia utopistico.

Quali sono state le vostre proposte?

La nostra proposta è stata quella di vedere cosa accadrà alla fine del blocco dei licenziamenti e quali conseguenze ci saranno per il nostro settore. Dobbiamo tenere in considerazione il fatto che il mondo del lavoro cambierà in maniera radicale. D’altronde, se le stime sono veritiere, circa 305.000 attività cesseranno di esistere. Quindi, anche il comparto della vigilanza privata e dei servizi fiduciari avrà forti riduzioni di introiti e di lavoratori. Il CCNL di categoria non potrà non tenere conto di quanto sopra menzionato. Perciò, al ritorno a uno stato di normalità ci dovremmo sedere attorno ad un tavolo e, dati alla mano, riformare integralmente il CCNL per dare ristoro economico ai lavoratori e alle aziende e per cercare nuove opportunità di lavoro ad oggi inesistenti.

Quali sono i punti fermi, secondo lei, riguardo la costituzione di un nuovo contratto nazionale?

In questo delicato momento, il nostro primo obbiettivo come Organizzazione Sindacale è quello di salvaguardare gli attuali livelli occupazionali e, nel contempo, lavorare per cercare di creare nuove opportunità di lavoro senza perdere di vista la dignità dei lavoratori e delle imprese.

È stato fissato un nuovo incontro?

A breve chiederò un incontro per ribadire quelle che sono le nostre posizioni: cercare di ottenere un aumento salariale (come anticipazione in acconto sul prossimo rinnovo del CCNL) confidando in un gesto di buona volontà da parte delle associazione datoriali e delle imprese. Pur sapendo, che un minimo aumento salariale comporterebbe una rimodulazione dei costi a carico delle imprese, che indubbiamente si ripercuoterebbe sugli utenti. E sinceramente  in un momento così drammatico non credo possa esserci disponibilità economica da parte degli stessi.

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