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Cyber bullismo e adescamento online: i rischi per i minori

Cyber bullismo, adescamento online e sextortion sono fenomeni sempre più diffusi. È necessario alimentare una cultura del rischio informatico relativa al corretto utilizzo del web, che parte dalle famiglie e continua nelle scuole. Troppo spesso, infatti, vittima e carnefice hanno la medesima età

Cyber bullismo e adescamento online in crescita

La maggiore esposizione dei minori a Internet ha provocato una crescita continua di fenomeni quali cyber bullismo, sextortion e adescamento online. Il problema è prevalentemente di matrice culturale: i minori non adottano un approccio corretto e consapevole circa l’utilizzo della Rete. Manca del tutto, o quasi, il dialogo sul tema con i genitori, che si dimostrano nella maggior parte dei casi impreparati o, come i figli, inconsapevoli dei rischi cyber.

Un esempio, che conferma questa tesi, è il sharenting, che nasce dall’unione delle parole share e parenting (condividere e genitorialità). Si tratta del fenomeno della “vetrinizzazione” dei figli, la loro esposizione costante e ostentata via social, che innesca involontariamente casi di adescamento online. Viceversa, i minori vanno educati ad uso corretto di Internet in modo che possano imparare i segnali di pericolo ed evitare di finire vittima dei malintenzionati. Le tecniche di adescamento online, ad esempio sono spesso le medesime e mirano ad avvicinare l’utente, manipolandolo con frasi del tipo “non dire niente ai genitori”, “i tuoi amici non ti stimano” etc.

I dati del report del dipartimento di Pubblica Sicurezza

Secondo il report del Servizio analisi criminale del dipartimento della Pubblica Sicurezza, bambini e ragazzi sono sempre più nel mirino delle cyber minacce.

Fra il 2020 e il 2021 il cyber bullismo è cresciuto del 13%, con maggiore incremento nella fascia d’età tra i 14 e i 17 anni. Sempre nello stesso periodo, il fenomeno dell’adescamento online è aumentato del 33%, con la fascia d’età più esposta che comprende ragazzini dai 10 ai 13 anni (nel post pandemia anche bambini under 10). Infine, i casi di sextortion sono aumentati del 94%, un fenomeno che di solito colpisce gli adulti, ma che minaccia anche i minorenni, incapaci (per vergogna) di chiedere aiuto ai genitori. In aumento anche il revenge porn, ossia la diffusione illecita di immagini e video sessualmente esplicite.

In generale, per quanto riguarda i reati contro i minori, tra le vittime prevale quasi sempre il genere femminile. La fascia d’età con il più alto numero di vittime è quella al di sotto dei 14 anni, mentre tra gli autori dei reati prevalgono gli uomini di età compresa tra i 35 ed i 64 anni (62%).

“La difesa dei minori online, ma più in generale della cultura relativa alle potenziali minacce della rete, sono argomenti che dovrebbero essere affrontati dapprima in famiglia e poi all’interno delle scuole” ha commentato Pierluigi Paganini, analista di cyber security e CEO Cybhorus. “Troppi reati sono commessi anche da adolescenti che hanno spesso la medesima età delle vittime. Occorre intensificare il dialogo tra scuola e genitori su questi temi specifici, nessuno di noi è immune e le famiglie devono essere aiutate in questo percorso educativo”.

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