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Con l’intelligenza artificiale i robot diventano sempre più umani

L’aspetto dei robot è sempre più vicino a quello degli esseri umani e l’avvento dell’intelligenza artificiale ci permette di comunicare con loro dandoci l’impressione di parlare con una persona reale.

Il settore della robotica si sta diffondendo sempre più, trovando spazio anche nel settore del sociale. I robot sono stati introdotti a supporto degli insegnanti nelle scuole, nell’assistenza agli anziani o ai pazienti negli ospedali, e nell’intrattenimento dove giocano insieme ai bambini sotto la forma di cani robot.
Quelli che però riscuotono il maggiore successo sono gli androidi, ovvero robot dall’aspetto quasi umano.

Il meeting dei robot

L’Unione internazionale delle telecomunicazioni, agenzia delle Nazioni Unite, ha tenuto a Ginevra un raduno di due giorni, dove 60 robot e oltre un migliaio di persone si sono confrontate su temi legati all’intelligenza artificiale. Si è discusso di come l’uso dell’intelligenza artificiale possa supportare il raggiungimento dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu. L’evento forse più rappresentativo delle due giornate è stata la conferenza stampa tenuta da 9 robot che rispondevano alle domande che gli venivano poste.
Quella che fa più riflettere è quella di Sophia, costruita dalla Hanson Robotics, che ha messo in chiaro il suo pensiero sulla politica. “I leader umanoidi possono essere molto più efficaci di quelli umani. Non abbiamo i vostri pregiudizi né emozioni che ci condizionano e possiamo contare su grandi quantità di dati da elaborare”.

L’applicazione di ChatGPT sui robot

ChatGPT è il primo sistema di IA che anche le persone comuni possono utilizzare, comprendendone le infinite potenzialità. La robotica è uno degli ambiti in cui l’intelligenza artificiale può trovare grande applicazione, permettendoci di interagire con i robot attraverso l’uso del linguaggio naturale.
Con gli automi della precedente generazione era più difficile comunicare. Facendo domande molto diverse tra loro, il robot si bloccava. Ora invece le risposte seguono sfumature differenti e si ha un maggiore coinvolgimento nella conversazione.

Gli elementi che ancora non funzionano

I robot, pur se “intelligenti”, non hanno coscienza dell’ambiente che li circonda. Possiamo provare a conversare con loro, ma quello che recepiscono sono solo le nostre parole. Una conversazione può essere fatta da molti più elementi non verbali come sorrisi o smorfie. Tra umani è possibile capirsi anche senza parlare, mentre con gli automi non è ancora così.

La situazione dei robot in Italia

Per quanto riguarda la ricerca, la robotica italiana è ad un alto livello, collocandosi addirittura nei primi due posti al mondo, grazie a centri di eccellenza come:

  • il Centro di Ricerca “Enrico Piaggio” dell’Università di Pisa
  • l’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova
  • il Gruppo di robotici dell’Università Federico II di Napoli

Di particolare rilevanza è il piccolo iCub delle dimensioni di un bambino di 4 anni sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. È l’unico robot al mondo ad essere ricoperto da una pelle artificiale che gli permette di capire se e come viene toccato e reagire di conseguenza. ICub risulta anche essere il robot umanoide più diffuso al mondo.

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