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Com’è cambiata la cyber security nel post pandemia

Com’è cambiata la cyber security con la crisi pandemica? Quale impatto ha avuto lo smart working sulla sicurezza aziendale? L’abbiamo chiesto a Massimo Verità, Ceo di RBR Verona, azienda specializzata in telecomunicazioni, networking e sicurezza informatica

La cyber security nel post pandemia, tra casa e azienda

La crisi sanitaria ha fortemente influenzato il comparto della sicurezza informatica. Com’è stato più volte sottolineato nel corso degli ultimi due anni, i cyber attacchi sono aumentati a dismisura, colpendo indiscriminatamente aziende e privati.

In contemporanea anche il mondo del lavoro ha subito importanti cambiamenti.

Lo smart working è diventato una realtà consolidata per molti lavoratori ed anche questo aspetto incide in modo considerevole sulla sicurezza. Sempre più spesso, infatti, gli hacker sfruttano le reti e i dispositivi domestici come mezzo per accedere ai sistemi IT delle imprese.

Per gli esperti del settore servono soluzioni efficaci per contrastare il cyber crime, ma soprattutto che gli utenti abbiamo maggiore consapevolezza delle minacce provenienti dal web.

Ne abbiamo parlato con Massimo Verità, CEO di RBR Verona.

Gentile Dott. Verità,

Di cosa si occupa RBR Verona e quali sono i vostri servizi dedicati al mondo della sicurezza?

RBR Verona opera nel campo della sicurezza informatica, seguendo il cliente a 360°, a partire dal firewall, dove vengono implementate tutte le regole di sicurezza per la parte perimetrale della rete aziendale, all’antivirus, che protegge costantemente i dispositivi client e server, assicurando protezione avanzata delle mail attraverso sistemi di sicurezza attivi con AI e strumenti per la “Continus Vulnerability Assestment” per evitare che possibili minacce possano insediarsi ed espandersi nella rete interna.

Com’è cambiato il mercato della security con la pandemia? Ad oggi, quali sono i servizi più richiesti dai clienti?

Le aziende hanno acquisito sempre più consapevolezza riguardo la cyber security ed alcune di esse hanno fatto degli investimenti per strutturare la sicurezza aziendale.

Nei prossimi anni, le imprese dovranno strutturarsi evolvendo il loro installato di base, sviluppato durante il periodo pandemico, in qualcosa di più avanzato, soprattutto per il rischio relativo all’utilizzo di dispositivi personali a maggior rischio vulnerabilità. Un esempio, in questo senso, può essere il figlio che gioca con il PC del padre su piattaforme non sicure per poi portare l’infezione sull’infrastruttura aziendale a cui si collega il pc.

Ad oggi, i clienti richiedono servizi sempre più completi e sicuri, ma che non impattino sull’utente finale. Strumenti che diano sicurezza di utilizzo per la risorsa aziendale senza interrompere o cambiare le abitudini di operatività del cliente.

Come si stanno organizzando le imprese in materia di cyber security e protezione dei dati? Come percepiscono i pericoli provenienti dal web e quali contromisure stanno adottando?

La protezione dei dati è un altro dei servizi offerti da RBR.

Il dato aziendale è tra le cose più preziose che ci siano e va salvaguardato. RBR offre varie soluzioni per fare in modo che i dati siano al sicuro, ridondati, sotto continuo backup, lontani dalle mani di potenziali malintenzionati, sia interni che esterni.

Purtroppo, alcune aziende non hanno ancora la sensibilità per questo lato della cybersecurity, ma con il tempo anche loro porteranno i dati al sicuro nel momento in cui si troveranno a dover affrontare il problema.

Con lo smart working sono cambiate anche le esigenze delle aziende. Che differenze avete potuto constatare in tal senso?

Le esigenze di smart working a livello di sicurezza sono cambiate molto. 

È stato necessario rendere la casa sicura quanto il luogo di lavoro, sia per il collaboratore che per l’azienda stessa. Si è dovuto fare formazione alle persone su quali best practice adottare.

La parte IT ha dovuto sviluppare nuove competenze per poter rendere i sistemi non impattanti sulla parte operativa (perché avere un problema con il computer a casa, significa non poter lavorare anche per giorni) ma sicura al 100%.

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