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CCNL vigilanza privata: le trattative si fermano

Le parti datoriali hanno comunicato ai sindacati l’impossibilità di arrivare entro fine anno ad un rinnovo del CCNL per la vigilanza privata

La pandemia ferma le trattative per il rinnovo del CCNL per il comparto della vigilanza privata. È quanto emerso dalle dichiarazioni del sindacato dei lavoratori dopo l’ultimo incontro con le parti datoriali. Imprese e società di vigilanza privata, messe in ginocchio dalla pandemia, sarebbero impossibilitate ad arrivare ad un accordo entro la fine dell’anno. Nello specifico, considerata l’emergenza sanitaria, sono contrari ad un aumento dei salari. Per i datori di lavoro, visto il clima d’incertezza scandito settimanalmente da nuove misure restrittive, un aumento salariale costituirebbe “un esborso economico troppo oneroso”.

Un’altra battuta d’arresto per circa 70 mila operatori della vigilanza privata e dei servizi fiduciari che da cinque anni aspettano il rinnovo del CCNL. I sindacati, che auspicavano di chiudere le trattative entro dicembre 2020, ovviamente non ci stanno. Secondo Sandro Pagaria di Filcams Cgil, “le organizzazioni sindacali non possono accettare questa giustificazione e ribadiscono la volontà di tenere aperto il confronto per arrivare quanto prima ad un rinnovo”. Pagaria ha sottolineato inoltre che sì, il comparto della vigilanza privata è stato colpito dalla pandemia, ma in modo meno incisivo rispetto ad altre attività. Tutt’al più, che le imprese hanno continuato a lavorare anche nella fase più acuta dell’emergenza.

Sul mancato rinnovo del CCNL ha puntato il dito anche il presidente di Angpg, Giuseppe Alviti. In merito alla proposta di Assiv di utilizzare le guardie giurate in modo più consistente per la sicurezza urbana ha risposto: “Basta giocare sulla sicurezza e fare macelleria sociale delle guardie giurate. Ci troviamo con un contratto collettivo che da 5 anni attende il rinnovo e il 90 per cento degli istituti di vigilanza privata in Italia non è in regola con i corsi di aggiornamento professionale previsti”. I sindacati hanno fissato un nuovo incontro con le parti datoriali il 10 e l’11 novembre prossimi. Chissà che finalmente qualcosa si smuova.

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